photo: Pep Herrero
Sociologia della comunicazione
Triennio in progettazione grafica e comunicazione visiva
A.A. 2018-2019


Descrizione e obiettivi del corso
L’attuale collaborazione tra design – arte - e ricerca sociale è qualcosa di ben evidente e contingente, in particolar modo se si guarda all’ultimo decennio delle due discipline. Se da una parte il design, così come l’architettura o le pratiche artistiche si sono interessati ai metodi di ricerca delle scienze sociali e alle loro teorie nello sviluppo dei propri progetti, dall’altra parte, le scienze sociali continuano a ripensarsi attraverso la collaborazione con designers, architetti o artisti.
In questo corso prenderemo in considerazione l’attuale e stretta vicinanza tra le scienze sociali ed il design, partendo dal dato che le prime ci hanno dimostrato l’impossibilità di pensare all’uomo in termini puramente individuali e il secondo stimola e genera relazioni. Ci si concentrerà sulle questioni metodologiche e teoriche di questa combinazione soffermandoci sull’uso di alcuni concetti quali: sperimentazione, collaborazione, progetto, processo, formalizzazione, oggetto.
La sociologia e le antropologie (è noto che non esiste una sola antropologia ma diverse antropologie: antropologia culturale, sociale, politica, medica, del corpo, del genere, del turismo, ecc...) - in quanto discipline che studiano i rapporti intersoggettivi tra contemporanei - forniranno il quadro di lavoro per un metodo di ricerca teorico-pratico ai contesti della comunicazione visiva e del design.
L’obiettivo primario del corso sarà quello di fornire allo studente le conoscenze di base per un approccio di indagine teorico-pratica al contesto contemporaneo ed a stimolare la relazione tra le discipline del progetto e quelle che con un metodo empirico si occupano di analisi del contesto nel quale lo stesso progetto di comunicazione si esercita e si presenta.

Conoscenze a abilità da conseguire
I frequentanti al corso di Sociologia della comunicazione conseguiranno le conoscenze teoriche (e pratiche) per affrontare un proprio progetto di ricerca empirica (osservazione partecipata o a distanza, tecniche di interviste, questionari, video e audio ripresa, ecc) ad analizzare i dati raccolti e a rielaborarli, in via formale, per realizzazione di un progetto proprio frutto di una ricerca specifica di un microcontesto sociale.
Nello specifico lo studente avrà acquisito:
    •    La capacità di organizzare un progetto di ricerca empirica: titolo del progetto, obiettivo e domande di ricerca, identificazione del problema della ricerca, identificazione di una -eventuale- ipotesi, piano di lavoro (scelta del luogo e pianificazione dei tempi, dei metodi e delle tecniche d’indagine e registrazione dei dati), spoglio dei materiali documentari, risultati attesi e il modo in cui vogliamo comunicarli, analisi finale dei dati, progettazione.
    •    Sarà capace di adattarlo alle discipline che utilizzano un linguaggio visivo e a trasformarlo in un artefatto (grafico, fotografico, installativo-performativo, libro, ecc.).
    •    Saprà progettare partendo dalla formulazione di una ipotesi (o problema di ricerca) fino alla presentazione propria dell’artefatto, in una prospettiva multidisciplinare attivata dal lavoro di gruppo.
Al termine del corso i partecipanti dovranno saper affrontare autonomamente un proprio progetto di ricerca empirica ed applicare i principi della disciplina, sia in campo pratico, che di argomentazione, acquisendo gli strumenti per un graduale avvicinamento allo studio di specifici micro-contesti così come saranno in grado di analizzare i dati raccolti e ad impiegarli nello scenario delle discipline artistico-visive (arti grafiche, fotografia, illustrazione, ecc.): esercizio utile in preparazione del più complesso contesto di raccolta e analisi dei dati che lo studente si troverà ad affrontare nella sua carriera professionale e ancor prima, nella complicata organizzazione del lavoro metodologico della sua tesi di laurea. Per lo studente significherà approcciarsi a una tematica vicina ai propri interessi concettuali e di seguito materializzarla in una proposta teorico-pratica dove il lavoro sul campo diventa una componente fondamentale.
 
Struttura del corso
Il corso di 48 ore sarà composto per un terzo dalla lettura dei testi in aula e dalla discussione dei loro contenuti, dove i partecipanti al corso saranno continuamente stimolati al dibattito (metodo della tavola rotonda con il docente nel ruolo di moderatore), arricchendo questa parte con la visione di materiale video preso dalla storia del cinema-documentario, dall’antropologia visuale e dal lavoro di artisti concettuali e designers.
Nella prima parte del corso (dicembre 2018) ci concentreremo sui rapporti tra arte, design, ricerca contemporanea, arte sociale e partecipativa, in relazione ai concetti di dispositivo, processo, progetto e saranno arricchiti da esempi, discussioni in aula ed esercitazioni.
La restante parte del corso si concentrerà sullo sviluppo di un progetto di ricerca finalizzato alla realizzazione di un artefatto da presentare e discutere all’esame, organizzato in momenti di ricerca empirica, revisione periodica e discussione in aula (qui lo studente è portato a presentare ai propri compagni il proprio lavoro in corso, utilizzando gli argomenti che la bibliografia d’esame gli offre).

Tematica del corso
ILa tematica del corso sarà introdotta nelle prime lezioni, e sarà modellata con gli studenti attraverso un approccio partecipativo al tema. Il punto di partenza sarà la memoria storica e il monumento, con particolare attenzione ai rapporti che intercorrono tra i monumenti e le persone, analizzati nella loro dimensione storico-sociale e in un processo dialogico tra passato e presente, tra identità e rappresentazione o se vogliamo tra verità e falsità, i segni sono fatti per mentire sosteneva Umberto Eco.
I monumenti possiedono un potere che serve d’ausilio alla memoria e da strumento di edificazione, per questo hanno bisogno di essere consacrati attraverso un atto cerimoniale perché la loro funzione significante e significativa entri in azione. Questo aspetto è ben visibile oggi nelle manifestazioni collettive che accompagnano il loro abbattimento. Aspetto questo che si sta vivendo trasversalmente in scala mondiale sulla questione dei monumenti che rappresentano personaggi storici, presenti nelle città di diversi paesi, in alcuni casi rimossi, e posti dentro a musei in altri immagazzinati nei depositi comunali. In questo senso stiamo assistendo ad un momento storico che ci vede non solo a ridiscutere l’urbanistica degli agglomerati urbani che viviamo, ma anche a reinterpretarne i segni e simboli che la riempiono e che ci sono arrivati dal passato.“E proprio come i resti delle epoche antiche acquisiscono (nel testo originale hanno acquisito qui, Ndr) una nuova forma nella distruzione, e attraverso di essa, così anche l’idea della loro distanza temporale non costituisce che un dettaglio per così dire estetico della loro immagine attuale; la continuità delle epoche […] impedisce che si isoli ciò che è temporalmente distinto; in tal modo, dunque, le cose raggiungono un terreno comune sul quale si confrontano unicamente a partire dai loro contenuti sostanziali”. Così annotava George Simmel in una delle sue visite a Roma nel 1910 e culminate nel sue breve saggio sulla città eterna.

Modalità d’esame
La verifica dell’apprendimento avverrà tramite colloquio e sarà volta a valutare la continuità nella gestione del progetto di ricerca in tutte le sue fasi - titolo, ipotesi, metodologie utilizzate, metodi e tecniche di ricerca, applicazione dei contenuti teorici, realizzazione formale - così come l’assimilazione dei contenuti dei testi in bibliografia, la loro applicazione nel percorso di ricerca, e capacità del frequentante di argomentare il proprio progetto coerentemente allo sviluppo concettuale da lui impostato. Note positive:
    •    Il possesso da parte dello studente di capacità critiche e di approfondimento dimostrate nei dibattiti in aula.
    •    I progressi dimostrati nelle revisioni periodiche.
    •    La forma, l’originalità e la coerenza del progetto finale con il processo svolto.
    •    Il dominio dell’espressione artistica scelta per presentare il lavoro (libro
fotografico o illustrato, video, installazione, poster ecc.)
    •    La qualità dei documenti presentati
    •    La qualità dell’esposizione orale
NB: l’esame si svolgerà in un’unica sessione giornaliera durante l’appello di marzo e non sarà possibile sostenerlo negli appelli successivi. Gli studenti degli anni precedenti che ancora devono sostenere l’esame potranno farlo questo stesso giorno previo contatto con il docente.


Bibliografia d’esame
    •    D. Freedberg, Il potere delle immagini. Il mondo delle figure: reazioni e emozioni del pubblico, Einaudi, Torino, 1993
   - Introduzione
   - CAP I Il potere delle immagini: reazione e repressione
   - CAP III Il valore del topos
   - CAP IV Il mito dell’aniconismo
   - CAP V La consacrazione: come far funzionare le immagini
   - CAP VIII Invisibili per visibilia: la meditazione e gli usi della teoria
   - CAP IX Verosimiglianza e somiglianza: dai sacri monti alle cere
   - CAP XIV Idolatria e iconoclastia
   - CAP XV Rappresentazione e realtà

•    C. Bianco, Dall’evento al documento. Orientamenti etnografici, CISU, Roma, 1994
   - CAP II - Preparazione
   - CAPITOLO III - La rilevazione diretta: dall'evento al documento (ad eccezione del 3.1.2 e 3.1.3)

•    F. Lucidi, F. Aliverani, A. Pedon, Metodologia della ricerca qualitativa, Il Mulino, Bologna, 2008
   - CAP I
   - CAP III

•    A. Muntadas, Riflessioni per una metodologia del progetto, Monos, Venezia-Oslo, 2013

•    E.C. Huges, Lo sguardo sociologico, Il Mulino, Bologna, 2010,
   - CAP XXIV - Il posto della ricerca di campo nelle scienze sociali
   - CAP XXV - Sociologia e intervista (pp. 366-377)

•    Articoli consegnati direttamente a lezione.

Nota importante: È consigliato leggere i testi contemporaneamente al corso degli incontri così da permettere una più immediata comprensione dei temi che verranno affrontati. Nello studio dei testi è consigliabile seguire l’ordine con il quale appaiono in bibliografia.


Bibliografia complementare
•    D. Freedberg, Il potere delle immagini. Il mondo delle figure: reazioni e emozioni del pubblico, Einaudi, Torino, 1993
   - Capitoli restanti

•    J. Beattie, Uomini diversi da noi. Lineamenti di antropologia sociale, Laterza, Roma-Bari, 2008
    - PARTE PRIMA (pp. 15-133)

•    C. Geertz, Interpretazioni di culture, Il Mulino, Bologna, 1998
   - Introduzione (di A. Dal Lago)
   - CAP XI - Il gioco profondo: note sul combattimento di galli a Bali.

•    M. Augé,  J.P. Colleyn. L’antropologia del mondo contemporaneo, Eleuthera, Milano,
      2006

•    Michel De Certeau, L’invenzione del quotidiano: l’arte del fare, Edizioni Lavoro,
      Roma, 2005
   - CAP III - Modi d’uso: arti e tattiche.

•    P. P. Giglioli (a cura di), Invito allo studio della società, Bologna, Il Mulino Manuali
   - CAP IX Fare ricerca, pp. 235-266

Nota importante: la bibliografia complementare è facoltativa, integra la bibliografia d’esame. Gli studenti non frequentanti e gli studenti che non sosteranno esame al primo appello dovranno studiare anche questi testi.

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  116 k v. 1 5 dic 2018, 09:26 Matteo Guidi
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  411 k v. 1 5 dic 2018, 09:39 Matteo Guidi